Iperammortamento o crediti d'imposta: cosa dice l'UPB sugli incentivi ai macchinari
VENERDÌ, 2 OTTOBRE 2026
Nell'audizione del 29 settembre l'Ufficio parlamentare di bilancio confronta gli incentivi dal 2016: i crediti d'imposta 2020-22 hanno avuto effetti più ampi della maggiorazione 2017-19.
Iperammortamento o crediti d'imposta: secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, i crediti d'imposta del 2020-22 hanno avuto effetti su investimenti e occupazione più forti della maggiorazione degli ammortamenti del 2017-19, e hanno raggiunto più piccole imprese e più aziende del Mezzogiorno. Il confronto arriva mentre la legge di bilancio ha riportato in vigore proprio la maggiorazione, per gli investimenti dal 2026 al 30 settembre 2028.
L'audizione dell'UPB del 29 settembre
L'analisi è stata presentata il 29 settembre 2026 alla Commissione Attività produttive della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia. L'intervento, del direttore del Servizio analisi macroeconomica dell'UPB Libero Monteforte, ha riguardato il divario di crescita con l'Europa e la necessità di sostenere la produttività con investimenti innovativi, con un approfondimento sugli incentivi alle imprese.
Come sono cambiati gli incentivi ai beni strumentali
- 2016-2019: maggiorazione degli ammortamenti sui beni strumentali, con superammortamento e iperammortamento.
- 2020-2025: crediti d'imposta per gli investimenti in beni strumentali, nei regimi Transizione 4.0 e poi 5.0.
- Dal 2026 al 30 settembre 2028: nuova maggiorazione degli ammortamenti per i beni 4.0 e per i beni materiali 5.0.
- Maggiorazione 2026 sul costo dei beni: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% fra 2,5 e 10 milioni, 50% fra 10 e 20 milioni.
- Valore stimato dall'UPB per i beni materiali 4.0 e 5.0: risparmio d'imposta attualizzato di circa il 40% fino a 2,5 milioni, quasi il 23% fra 2,5 e 10 milioni, poco oltre l'11% fra 10 e 20 milioni.
Il risparmio attualizzato è il metro con cui l'UPB rende confrontabili strumenti diversi: misura quanto vale oggi, in imposte risparmiate, ogni euro investito. Per i beni immateriali 4.0, esclusi dal credito nel 2025, la nuova maggiorazione vale sensibilmente di più dei regimi precedenti, tranne che per investimenti di importo contenuto nel regime del 2022.
Iperammortamento e crediti d'imposta: la differenza che conta
La differenza non è solo di misura. Il credito d'imposta avvicina il beneficio al momento dell'investimento e si può usare anche senza utili, perché non richiede redditività né capienza fiscale. La deduzione distribuisce il beneficio lungo la vita utile del bene e funziona solo se l'impresa ha redditi su cui applicarla.
Per i conti pubblici il discorso si rovescia: i crediti rendono meno prevedibile l'onere e lo concentrano nel tempo, le deduzioni lo distribuiscono ma vengono monitorate più tardi, perché emergono solo dalle dichiarazioni dell'esercizio successivo. Secondo l'UPB la scelta di tornare alle deduzioni si spiega con ragioni di finanza pubblica.
Cosa dice la valutazione degli effetti
La parte più utile per le imprese è la valutazione ex post. Confrontando le aziende beneficiarie, l'UPB rileva aumenti del tasso di investimento e dell'occupazione più elevati con i crediti d'imposta del 2020-22 che con la maggiorazione del 2017-19. I crediti hanno raggiunto più imprese piccole e più società del Mezzogiorno, e una platea settoriale più ampia: la maggiorazione si concentrava sulla manifattura, il credito si è diffuso anche alle costruzioni e ad alcuni servizi.
L'UPB avverte che gli effetti stimati restano eterogenei e che le agevolazioni sono state usate soprattutto da società già performanti, con redditività e investimenti sopra la media. Il dato quindi non dimostra che ogni impresa abbia investito di più grazie al credito, ma suggerisce che lo strumento abbia allargato la platea di chi ne ha beneficiato.
Cosa comporta per chi compra macchinari
Per chi sta pianificando l'acquisto di un macchinario, anche all'estero, la conseguenza pratica riguarda la capienza fiscale. Con la maggiorazione il vantaggio arriva negli anni, attraverso minori imposte: un'impresa con utili bassi o in perdita rischia di non sfruttarlo per intero.
Tre verifiche utili prima di firmare l'ordine. Stimare con il commercialista gli utili attesi nei prossimi anni, per capire quanta parte della maggiorazione si potrà davvero dedurre. Tenere conto dello scaglione: oltre 2,5 milioni di investimento il valore dell'agevolazione scende a circa il 23%, oltre 10 milioni a poco più dell'11%. E pianificare i tempi di consegna, perché la maggiorazione copre gli investimenti effettuati entro il 30 settembre 2028 e un macchinario prodotto all'estero può richiedere mesi fra ordine, collaudo e spedizione.
Con La Merce, un macchinario acquistato all'estero con l'iperammortamento si ordina con una consegna compatibile con la scadenza del 30 settembre 2028, perché il risparmio stimato dall'UPB in circa il 40% arriva solo dopo l'investimento, attraverso le imposte degli anni successivi.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
- Ufficio parlamentare di bilancio — Audizione dell'UPB su PIL, investimenti e incentivi alle imprese
- Ufficio parlamentare di bilancio — Audizione X Commissione, 29 settembre 2026 (versione lunga)
- Radio Radicale — Commissione Attività produttive della Camera (29.09.2026)
- Leyton — Legge di Bilancio 2026: ritorno dell'iperammortamento e le agevolazioni per le imprese
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