Export lapideo italiano: cresce il valore, calano i volumi
VENERDÌ, 18 SETTEMBRE 2026
Prezzo medio a 1.234,6 dollari a tonnellata, nuovo massimo. La Cina compra oltre metà dei blocchi grezzi, gli Stati Uniti guidano sui lavorati.
L'export lapideo italiano è cresciuto del 5,5% nel primo semestre, ma le tonnellate spedite sono diminuite. È un caso di scuola su come si legge un dato di export, e vale per qualsiasi settore, non solo per il marmo.
Export lapideo italiano: i numeri del primo semestre
I dati sono del Centro Studi di Confindustria Marmomacchine, diffusi in vista di Marmomac, in programma a Verona dal 22 al 25 settembre.
- Export della filiera lapidea nel primo semestre 2026: 1.690 milioni di dollari, più 5,5%
- Pietre naturali: 1.231 milioni di dollari, più 8,2%
- Tecnologie per estrazione e lavorazione: 459,2 milioni di dollari, meno 0,9%
- Volumi di pietre esportati: meno 3,3%, circa 997 mila tonnellate
- Prezzo medio all'esportazione: 1.234,6 dollari a tonnellata, nuovo massimo storico
Sul fronte opposto l'import è calato del 5,1%, a 245 milioni di dollari, e il saldo commerciale del comparto è salito del 7,6%, a 1.445 milioni.
Il valore sale, le tonnellate scendono
Qui sta la lettura che conta. Le vendite di pietre naturali crescono dell'8,2% in valore mentre i volumi calano del 3,3%: la crescita non viene da più merce venduta, viene da un prezzo medio più alto e da un mix spostato verso prodotti che valgono di più.
Il dato che lo conferma è il prezzo medio, arrivato a 1.234,6 dollari a tonnellata, con i prodotti lavorati sopra i 2.000 dollari a tonnellata per la prima volta. Dentro l'aggregato, i lavorati e semilavorati crescono del 7,5% e i grezzi del 10,6%.
Vale la pena dire perché la distinzione non è accademica. Una crescita trainata dai volumi segnala domanda in aumento e, prima o poi, pressione sulla capacità produttiva. Una crescita trainata dal prezzo segnala un posizionamento migliore, oppure semplicemente costi trasferiti a valle, e non dice nulla sulla saturazione degli impianti. Sono due situazioni che richiedono decisioni diverse su scorte, investimenti e trattative.
Una nota sul dato dei volumi: la cifra corretta è dell'ordine delle centinaia di migliaia di tonnellate, non dei milioni. Si ricava dividendo il valore esportato per il prezzo medio dichiarato, ed è una verifica che conviene fare sempre quando un comunicato riporta insieme valore, volume e prezzo unitario.
Chi compra che cosa
La ripartizione per mercato descrive due flussi molto diversi, ed è più istruttiva della cifra complessiva.
Sui blocchi grezzi il primo compratore è la Cina, con 144,6 milioni di dollari e una quota superiore alla metà del totale, in crescita del 19,5%; segue l'India con 30,1 milioni, più 17%. Sui prodotti lavorati la classifica cambia completamente: primi gli Stati Uniti con 323,5 milioni, più 7,5%, poi Germania a 66,3 milioni, Svizzera a 62,4 con un più 27,7%, Francia a 58,1 in calo dell'1,7% ed Emirati Arabi Uniti a 41,2 milioni, più 24,9%.
In sintesi, l'Italia vende la materia prima soprattutto in Asia e il prodotto finito soprattutto in Nord America ed Europa. È una fotografia, non un giudizio: descrive dove si trova la lavorazione, non se convenga che sia lì.
Le macchine vanno in direzione opposta
Il comparto delle tecnologie per estrazione e lavorazione è l'unico in calo, dello 0,9%. Secondo l'associazione pesano il ristagno del commercio lapideo mondiale, la minore propensione agli investimenti in mercati come Nord America e Medio Oriente, e la concorrenza internazionale, in particolare cinese.
Su quest'ultimo punto conviene essere precisi: Italia e Cina detengono ciascuna una quota vicina al 30% del mercato mondiale di queste macchine. Che la concorrenza cinese pesi è la spiegazione dell'associazione, non una misura isolata; i numeri dicono che l'export italiano di macchine è fermo, non quanta parte di quel fermo dipenda da chi.
Cosa portarsi via, anche se non trattate marmo
Il primo punto è la verifica del segno. Quando ricevete un dato di export in crescita, chiedete o cercate il volume corrispondente: se non cresce, state guardando un effetto prezzo, e le conseguenze operative sono diverse da quelle di un aumento di domanda.
Il secondo è la coerenza interna dei comunicati. Valore, volume e prezzo medio devono tornare fra loro: quando non tornano, uno dei tre è sbagliato, e capire quale richiede trenta secondi di calcolo.
Il terzo riguarda i vostri mercati. Se vendete o comprate all'estero, la scomposizione fra grezzo e lavorato di questo settore mostra quanto possa essere diverso il comportamento di due mercati dello stesso prodotto: la media aggregata li nasconde entrambi.
Con La Merce, leggere l'export lapideo italiano significa mettere sempre il volume accanto al valore prima di trarre conclusioni, perché nel primo semestre 2026 quei due numeri sono andati in direzioni opposte.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
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