Bando Marchi+ 2026: fino a 9.000 euro per registrare il marchio all'estero
GIOVEDÌ, 8 OTTOBRE 2026
Dal 3 dicembre le PMI possono chiedere il rimborso fino al 90% delle spese per tutelare il marchio fuori dall'Italia. I fondi sono 2 milioni e nel 2025 sono finiti in un giorno.
Il bando Marchi+ 2026 apre il 3 dicembre e rimborsa fino al 90% delle spese per registrare un marchio all'estero, con un massimo di 9.000 euro per marchio. Le risorse sono 2 milioni di euro e si assegnano in ordine di arrivo: nel 2025 lo sportello si è chiuso il giorno dopo l'apertura.
Cosa finanzia il bando Marchi+ 2026
La misura è del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è gestita da Unioncamere. Si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che vogliono proteggere il proprio marchio fuori dall'Italia e ha due linee: la Misura A per i marchi dell'Unione europea registrati presso l'EUIPO, l'ufficio europeo di Alicante, e la Misura B per le registrazioni internazionali presso l'OMPI, l'organizzazione mondiale della proprietà intellettuale di Ginevra.
Il contributo copre i servizi esterni legati al marchio: la progettazione della rappresentazione grafica, l'assistenza al deposito, le ricerche di anteriorità, l'assistenza legale in caso di opposizioni e le tasse di deposito o di registrazione.
- Dotazione Marchi+ 2026: 2 milioni di euro, su 32 milioni stanziati per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+.
- Misura A, marchio UE presso l'EUIPO: 80% delle spese ammissibili, fino a 6.000 euro per marchio (85% per le imprese con certificazione della parità di genere).
- Misura B, marchio internazionale presso l'OMPI: 90% delle spese, fino a 9.000 euro per marchio (95% con la stessa certificazione).
- Requisito di data: deposito del marchio effettuato dal 1° giugno 2023 in poi.
- Domande: dalle 12 alle 18 del 3 dicembre 2026, poi negli stessi orari dei giorni lavorativi successivi, fino a esaurimento dei fondi.
Le voci rimborsabili, una per una
Il bando fissa un tetto per ciascun servizio. Per la Misura B la progettazione del marchio vale fino a 1.650 euro di agevolazione, l'assistenza al deposito 350 euro, la ricerca di anteriorità estesa a tutti i Paesi dell'Unione 1.800 euro, e ogni ricerca in un singolo Paese extra UE 700 euro. L'assistenza legale contro un'opposizione arriva a 1.800 euro, quella per rispondere ai rilievi di un ufficio nazionale a 600 euro per rilievo, fino a tre rilievi per marchio.
Per la Misura A i tetti sono più bassi: 1.500 euro per la progettazione, 300 per il deposito, 550 o 1.500 euro per la ricerca di anteriorità a seconda dell'estensione, 1.500 per l'assistenza contro le opposizioni. Le tasse versate agli uffici concorrono al massimale per marchio.
Un requisito che pesa più della data di apertura
Il contributo è un rimborso di spese già sostenute, non un anticipo. Per la Misura A il marchio deve risultare già registrato presso l'EUIPO quando si presenta la domanda; per la Misura B la domanda internazionale deve essere già pubblicata nel registro dell'OMPI, il Madrid Monitor. Chi oggi non ha ancora depositato nulla difficilmente arriverà al 3 dicembre con i requisiti in regola.
Il secondo vincolo è la velocità. L'edizione 2025, con la stessa dotazione di 2 milioni, ha aperto alle 12 del 4 dicembre 2025 e il Ministero ne ha disposto la chiusura dal giorno successivo per esaurimento delle risorse. Le domande sono esaminate in ordine cronologico, senza graduatoria, e vanno firmate digitalmente dal legale rappresentante.
Cosa comporta per chi importa con il proprio marchio
Il bando riguarda da vicino chi fa produrre all'estero articoli venduti con il proprio nome: prodotti a marchio proprio, gadget e articoli promozionali, accessori. La Misura B rimborsa anche le ricerche di anteriorità nei singoli Paesi extra UE, quindi anche nel Paese in cui si produce, e l'assistenza per i rilievi degli uffici nazionali. Il dato non dice quante imprese ne avranno bisogno, ma suggerisce che vale la pena valutare l'estensione del marchio ai mercati di produzione insieme a quelli di vendita.
In pratica, conviene preparare ora fatture, quietanze e attestati di registrazione dei marchi depositati dal 1° giugno 2023, verificare di avere la firma digitale del legale rappresentante e programmare l'invio della domanda alle 12 del 3 dicembre. Chi deve ancora depositare il marchio può impostare la registrazione pensando alla prossima edizione, conservando fin dall'inizio la documentazione di spesa che il bando richiede.
Gli altri due bandi sulla proprietà industriale
Lo stesso decreto finanzia Brevetti+, con 20 milioni di euro e domande dal 25 novembre presso Invitalia, e Disegni+, con 10 milioni e domande dal 17 dicembre presso Unioncamere. Disegni+ sostiene la messa in produzione di disegni e modelli registrati, inclusi prototipi e stampi: è il bando da guardare per chi ha depositato il design di un prodotto e deve industrializzarlo.
Con La Merce, chi fa produrre in Asia articoli a marchio proprio verifica con il fornitore che logo, etichette e imballi riportino esattamente il marchio registrato, quello per cui il bando Marchi+ rimborsa fino a 9.000 euro.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
- Marchi+ 2026 (Unioncamere) — L'iniziativa
- Marchi+ 2026 (Unioncamere) — Come accedere alle agevolazioni
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy — Mimit: 32 milioni per valorizzare la proprietà industriale delle PMI
- Teleborsa — Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026: 32 milioni per le Pmi, domande dal 25 novembre
- Disegni+ 2026 (Unioncamere) — Disegni+ 2026
- Edotto — Marchi+ 2025, risorse subito esaurite
- Fiscal Focus — Marchi+ 2025, chiusura dello sportello dal 5 dicembre per esaurimento fondi
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