La tassa italiana sui piccoli pacchi slitta al 30 novembre
GIOVEDÌ, 17 SETTEMBRE 2026
Terza decorrenza annunciata, seconda spostata. Intanto il dazio europeo ha ridotto del 39% i colli di basso valore fra luglio e agosto.
La tassa italiana sui piccoli pacchi extra-UE è rinviata di nuovo, fino al 30 novembre. Non è un alleggerimento: il rinvio serve ad aspettare un'altra imposta europea in arrivo, e nel frattempo il dazio da tre euro entrato in vigore a luglio sta già producendo effetti misurabili.
La tassa italiana sui piccoli pacchi: dove siamo
Il prelievo nazionale da due euro sui colli di valore inferiore a 150 euro provenienti da fuori Unione europea è previsto da una bozza di decreto legge all'esame del Consiglio dei ministri.
- Nuovo termine della tassa italiana sui piccoli pacchi: rinviata fino al 30 novembre 2026
- Decorrenze precedenti, poi spostate: 1° luglio, poi 1° ottobre
- Importo del prelievo nazionale: 2 euro per collo
- Importazioni italiane di basso valore, luglio-agosto rispetto a maggio-giugno: meno 39%
- Gennaio-agosto 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025: meno 32%
Le due percentuali non dicono la stessa cosa e conviene tenerle distinte: la prima confronta due bimestri consecutivi del 2026, la seconda confronta otto mesi con gli otto mesi dell'anno precedente. La prima misura l'effetto immediato, la seconda l'andamento dell'anno.
Perché il rinvio non è una buona notizia per chi importa
Il motivo del rinvio è dichiarato: attendere la tassa di gestione doganale europea, che gli Stati membri si sono impegnati ad applicare entro novembre e sulla quale il Parlamento europeo si è espresso il 16 settembre.
C'è poi un costo del rinvio che non compare in nessuna tabella: tre decorrenze annunciate e due spostate in pochi mesi rendono impossibile fissare un listino. Chi vende al consumatore finale deve decidere se assorbire un onere che forse non arriva o caricarlo su un prezzo che forse non serve, e nessuna delle due scelte è gratis.
Il senso della sequenza, quindi, non è che il prelievo italiano sparisce: è che viene coordinato con quello europeo. Chi legge il rinvio come una tregua sta leggendo male il calendario. La direzione resta la stessa da un anno: più oneri sui colli di basso valore, non meno.
Il dettaglio che costa più di quanto sembri
Dal 1° luglio è in vigore il dazio europeo da tre euro sui colli sotto i 150 euro. Il dato più istruttivo emerso finora non è il gettito complessivo, che in luglio e agosto è stato di circa 83 milioni di euro, ma l'importo medio per spedizione: circa 8,66 euro.
Vale la pena capire perché la media superi di quasi tre volte il valore nominale del dazio. Il prelievo non si applica al pacco, ma alle categorie merceologiche che contiene: un collo con articoli di tre tipi diversi paga tre volte. Chi ha stimato il costo moltiplicando il numero di spedizioni per tre euro ha sottostimato la voce, e se ne accorge in fattura.
C'è un secondo elemento da tenere presente, ed è una cautela sui numeri appena citati: il calo del 39% è stato descritto come in linea con quanto rilevato dalle autorità francesi, ma resta la fotografia di due mesi. Una flessione così concentrata nel tempo può riflettere un riassestamento dei flussi tanto quanto una contrazione strutturale, e da due mesi non si distingue l'una dall'altra.
Cosa fare nelle prossime settimane
Il primo punto riguarda il conto vero. Se importate colli sotto i 150 euro, vale la pena ricalcolare il costo pieno usando il numero di categorie merceologiche per spedizione, non il numero di spedizioni. È lo stesso esercizio che molti hanno fatto a luglio con il parametro sbagliato.
Il secondo riguarda il consolidamento. Quando il prelievo è per categoria e per collo, spedire più articoli in meno spedizioni cambia l'aritmetica: non sempre conviene, ma va calcolato invece che assunto.
Il terzo riguarda il calendario commerciale. Fra fine novembre e dicembre possono sommarsi il prelievo nazionale e la tassa europea di gestione: chi definisce adesso i listini per il periodo natalizio farebbe bene a includerli come ipotesi, invece di rincorrerli a gennaio.
Con La Merce, seguire la tassa italiana sui piccoli pacchi significa calcolare il costo per categoria merceologica e non per collo, e trattare il rinvio al 30 novembre per quello che è: tempo per prepararsi, non un onere che scompare.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
- Teleborsa — Slitta di altri due mesi la tassa italiana da due euro sui piccoli pacchi extra UE
- Today — Nuovo rinvio per la tassa sui mini pacchi
- Fortune Italia — Pacchi extra Ue, il nuovo dazio fa crollare le importazioni del 39%
- Open — Con il dazio di 3 euro sui mini pacchi extra Ue le importazioni sono crollate del 39%
- Altroconsumo — Tassa sui pacchi extra-UE: ecco quando si deve pagare di più
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