Fermo dell'autotrasporto in Sicilia dal 16 al 20 ottobre: come salvare le consegne
LUNEDÌ, 28 SETTEMBRE 2026
Cinque giorni di stop e semirimorchi lasciati nei porti. Le ragioni: gasolio oltre 2,40 euro e Sea Modal Shift non pagato. Come pianificare le spedizioni.
Il fermo dell'autotrasporto in Sicilia è fissato dalle 00.01 di venerdì 16 ottobre alla mezzanotte di martedì 20 ottobre 2026: cinque giorni in cui le imprese del Comitato autotrasportatori siciliani resteranno nei piazzali e non ritireranno i semirimorchi dai porti. Chi spedisce merce da o verso l'isola ha poco più di due settimane per riorganizzare le consegne.
Chi ferma i camion e perché
Il fermo è stato annunciato il 28 settembre dal coordinatore del Comitato, Salvatore Bella. Le ragioni dichiarate sono due. La prima è il mancato pagamento della prima annualità del Sea Modal Shift, l'incentivo per chi sposta i semirimorchi dalla strada alle autostrade del mare, che secondo il Comitato il ministero delle Infrastrutture si era impegnato a versare entro giugno. La seconda è il prezzo del gasolio, che il Comitato indica oltre i 2,40 euro al litro.
Le modalità sono esplicite: niente presidi né blocchi stradali. Le imprese aderenti resteranno ferme nei propri piazzali e lasceranno i semirimorchi nei porti. Per un'isola in cui molta merce viaggia su rotabili non accompagnati, che sbarcano dal traghetto e vengono agganciati da una motrice locale, è proprio questo il punto che incide sulle consegne.
- 16-20 ottobre 2026: durata del fermo, dalle 00.01 di venerdì alle 24.00 di martedì, cinque giorni.
- 700-900 euro: la perdita giornaliera per camion stimata dal Comitato con i costi attuali.
- 2,369 euro al litro: prezzo medio nazionale del gasolio self-service il 28 settembre secondo il MIMIT; 2,420 euro sulla rete autostradale.
- Da 30 a circa 6 centesimi per veicolo-chilometro: il contributo unitario del Sea Modal Shift dopo il taglio di quasi l'80%, dovuto a domande molto superiori alle risorse.
Il nodo del Sea Modal Shift
Il Sea Modal Shift, erede del Marebonus, riconosce un contributo alle imprese che scelgono le linee marittime al posto della strada. Per le isole non è un incentivo ambientale ma un pezzo del costo di trasporto: ogni viaggio verso il continente passa dal mare. Con risorse ben inferiori alle richieste, il contributo per veicolo-chilometro è stato ridotto a una frazione di quello previsto, e secondo il Comitato nemmeno quella parte è stata ancora pagata.
Il caro gasolio aggrava il quadro. A fine settembre Eni e Ip hanno introdotto un tetto ai prezzi alla pompa e i dati ministeriali mostrano un primo calo, ma per le flotte il costo resta sopra i livelli su cui erano stati costruiti i contratti di trasporto dei mesi scorsi.
Il fermo dell'autotrasporto in Sicilia: cosa comporta per chi importa
Il fermo non è una certezza assoluta: il Comitato ha chiesto un incontro al ministero, e una risposta del governo potrebbe ridurlo o revocarlo. Non è nemmeno detto quante imprese aderiranno. Il dato non dimostra che tutte le consegne si fermeranno, ma segnala un rischio concreto su una finestra precisa, e vale la pena pianificare come se il fermo avvenisse.
Per la merce in arrivo in Sicilia, il rischio principale è il semirimorchio sbarcato e non ritirato: resta in porto, con possibili costi di sosta, finché il fermo non finisce. Conviene chiedere allo spedizioniere se il vettore che fa il tratto finale aderisce al Comitato e, dove possibile, anticipare gli imbarchi perché la merce sia consegnata entro giovedì 15 ottobre, o posticiparli a dopo il 21.
Per chi spedisce dalla Sicilia vale il discorso opposto: un ritiro programmato fra il 16 e il 20 ottobre rischia di slittare, con effetto a catena sui tempi di imbarco. Chi ha consegne a data fissa verso clienti o fiere nella seconda metà di ottobre ha interesse a spostare la partenza prima del fermo.
Dopo il 20 ottobre: la coda
Anche con un fermo di soli cinque giorni, la ripresa non è istantanea. I semirimorchi accumulati nei porti vanno ritirati tutti insieme, e nei giorni successivi è ragionevole attendersi tempi di consegna più lunghi del normale. Vale la pena mettere in conto qualche giorno di margine anche per le spedizioni previste nella settimana dopo il fermo.
Con La Merce, la merce destinata alla Sicilia a metà ottobre si imbarca con un calendario che la fa arrivare entro il 15, o si tiene al magazzino di partenza fino al 21, invece di lasciarla ferma in porto sopra un semirimorchio non ritirato.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
- ANSA — Protesta degli autotrasportatori siciliani, fermi dal 16 al 20 ottobre
- Italpress — Caro carburanti, il Comitato Autotrasportatori siciliani annuncia il fermo del settore dal 16 al 20 ottobre
- Giornale di Sicilia — Il Comitato autotrasportatori siciliani annuncia lo stop: resteremo fermi dal 16 al 20 ottobre
- askanews — Carburanti, prezzo medio della benzina al self 2,152 euro, diesel 2,369 euro
- Truck24 — Sea Modal Shift, il contributo si ferma a 6 centesimi con una riduzione dell'80%
- LaPresse — Carburanti, prezzi in calo: benzina e diesel scendono dopo il tetto di Eni e Ip
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