Export italiano nel secondo trimestre 2026: cosa dice davvero il +7,9%
MARTEDÌ, 15 SETTEMBRE 2026
Il numero che circola è congiunturale, il confronto annuo dice un’altra cosa. E la classifica per valore assoluto non coincide con quella per crescita.
L'export italiano nel secondo trimestre 2026 è cresciuto del 7,9%, ed è il numero che sta circolando. Vale la pena guardare rispetto a cosa: è il confronto con il trimestre precedente, non con lo stesso periodo dell'anno scorso. Sono due domande diverse, con due risposte diverse.
Export italiano nel secondo trimestre 2026: i numeri
- Esportazioni italiane nel secondo trimestre 2026: 175 miliardi di euro
- Variazione rispetto al primo trimestre dell'anno: più 7,9%
- Importazioni nello stesso trimestre: 161 miliardi di euro, più 6,6% sul primo trimestre
- Crescita dell'export nel primo semestre rispetto allo stesso semestre del 2025: più 4,5%
- Prima regione per valore esportato nel trimestre: Lombardia, circa 45 miliardi
I primi due dati e il quarto non sono in contraddizione: misurano cose diverse. Il 7,9% dice quanto il secondo trimestre è andato meglio del primo. Il 4,5% dice quanto il primo semestre è andato meglio dello stesso semestre dell'anno prima.
Perché la base del confronto cambia la risposta
Il confronto fra trimestri consecutivi risente della stagionalità e di com'è andato il trimestre che sta al denominatore. Un primo trimestre debole rende brillante il secondo anche a parità di attività. Il confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente neutralizza quell'effetto, perché mette a paragone mesi omologhi.
Nessuno dei due è più vero dell'altro. Servono a domande diverse: «l'attività sta accelerando adesso?» è una domanda congiunturale, «stiamo vendendo più dell'anno scorso?» è una domanda tendenziale. Il problema nasce quando si usa il numero di una domanda per rispondere all'altra, ed è quello che succede quando il 7,9% viene riportato senza dire rispetto a cosa.
C'è una seconda etichetta da tenere attaccata a queste cifre: sono valori in euro, non quantità. Una crescita del valore esportato può venire da più pezzi venduti, da prezzi più alti, o da un mix dei due, e i dati aggregati non separano le tre cose. In una fase in cui molti listini si sono mossi, è una precisazione che pesa.
Per chi deve decidere se ampliare uno stock o assumere, la risposta utile è quasi sempre la seconda.
Dove si è mosso, e dove no
Il quadro territoriale è più interessante della media nazionale, perché è molto disomogeneo.
Nel primo semestre, con il confronto annuo, il Centro è cresciuto dell'11,9% e le Isole dell'8,8%. Il Nord-ovest è salito del 4,3%, in linea con la media, mentre il Nord-est si è fermato all'1,9% — e il Nord-est è l'area dove sta una parte consistente della manifattura che esporta.
Fra le regioni, gli incrementi più marcati sono quelli di Basilicata con più 29,5%, Toscana con più 23,8%, Puglia con più 15,2% e Sardegna con più 11,6%. È qui che la classifica per valore assoluto inganna: la Lombardia resta prima per quanto esporta, ma la variazione più forte sta altrove. Le due graduatorie rispondono, di nuovo, a domande diverse.
Un dettaglio che riguarda da vicino chi importa: nel secondo trimestre la provincia di Milano ha esportato per oltre 15 miliardi e importato per circa 25. È il segno di un territorio che compra dall'estero molto più di quanto venda, cosa che il dibattito sull'export tende a lasciare fuori dall'inquadratura.
Cosa farne, in pratica
Il primo uso è sui vostri clienti. Se fornite aziende che esportano, il dato utile non è la media nazionale ma quello della loro area e del loro settore: un cliente nel Nord-est sta vivendo un anno diverso da uno in Toscana, e il numero aggregato non ve lo dice.
Il secondo uso è sulle previsioni che vi vengono presentate. Quando un fornitore o un cliente motiva una richiesta con «il mercato cresce del 7,9%», la domanda da fare è semplice: rispetto a quale periodo. È la stessa verifica che vale per qualsiasi percentuale.
Il terzo riguarda l'import, che cresce del 6,6% sul trimestre precedente. Se comprate all'estero, state operando in un mercato in cui anche gli altri stanno comprando di più: sulle forniture con capacità limitata, l'anticipo conta più della trattativa.
Con La Merce, leggere l'export italiano del secondo trimestre 2026 significa chiedere sempre rispetto a quale periodo è calcolata la crescita, perché fra il più 7,9% congiunturale e il più 4,5% tendenziale cambia la decisione che ne segue.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
- Istat — Format Research — Le esportazioni delle regioni italiane, II trimestre 2026
- Il Giornale delle PMI — Export, Istat: Sud e Isole trainano la crescita, il Centro frena. Nel semestre +4,5%
- AISE — Promos Italia: +7,9% per l’export italiano nel secondo trimestre 2026
- MilanoToday — Export, domina la Lombardia in Italia nel secondo trimestre 2026
- QuiFinanza — Export, l’Italia cresce ma non ovunque: la classifica delle regioni
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