Import di acciaio: dal 1° ottobre scatta la tracciabilità "melt and pour"
MARTEDÌ, 8 SETTEMBRE 2026
Dal 1° ottobre 2026 gli importatori UE di acciaio dovranno dimostrare il Paese di fusione e colata del prodotto: ecco come adeguare documenti e procedure.
Cosa cambia dal 1° ottobre
Dal 1° ottobre 2026 entra nella fase operativa il nuovo regime europeo sulla tracciabilità dell'acciaio importato. Il passaggio è fissato dal regolamento di esecuzione (UE) 2026/1963, pubblicato il 31 agosto 2026 e adottato dalla Commissione dopo il sostegno unanime degli Stati membri del 19 agosto. La misura completa l'attuazione del regolamento (UE) 2026/1384 del 17 giugno 2026, che ha ridisegnato l'intera disciplina sull'import siderurgico verso l'Unione.
Il cuore della novità è il criterio del cosiddetto melt and pour, ovvero "fusione e colata". Da ottobre gli importatori dovranno essere in grado di dimostrare in quale Paese il ferro o l'acciaio grezzo sono stati per la prima volta prodotti allo stato liquido e successivamente colati fino al primo stato solido. Non conta quindi il Paese dell'ultima trasformazione sostanziale, ma quello dove nasce davvero il prodotto siderurgico.
Perché l'Unione ha scelto il criterio della fusione
Con l'adozione del melt and pour, l'UE si allinea al criterio già in vigore negli Stati Uniti. L'obiettivo, come sottolineano gli esperti dello Studio Armella e Associati, è rafforzare la tracciabilità lungo tutta la catena di fornitura ed evitare che l'ultima fase di lavorazione venga delocalizzata solo per aggirare i dazi. La misura punta a contrastare l'eccesso di capacità produttiva mondiale e la conseguente diversione dei flussi commerciali verso il mercato europeo.
Ricordiamo il quadro tariffario: il nuovo regime prevede contingenti a dazio zero per 18,3 milioni di tonnellate e un dazio del 50% sulle importazioni oltre soglia, in netto aumento rispetto al precedente 25%. Un dettaglio che rende la corretta identificazione dell'origine ancora più rilevante sul piano dei costi.
Come si prova l'origine: documenti e regime transitorio
Nei casi ordinari, la prova del luogo di fusione e colata arriverà da un certificato rilasciato dal produttore. Il documento dovrà indicare in modo preciso il luogo di fusione, il luogo di colata e il numero di colata dell'acciaio importato. Per agevolare l'avvio, il regolamento prevede una fase transitoria fino al 30 settembre 2027.
Se i dati del produttore risultano incompleti, l'autorità doganale potrà considerare una serie di documenti alternativi già in uso nelle normali transazioni commerciali:
- fattura di acquisto e bolla di consegna
- certificato di qualità
- dichiarazioni a lungo termine dei fornitori
- corrispondenza commerciale e descrizione del prodotto
La disciplina si applica alle 26 categorie di prodotti siderurgici individuate dall'Allegato 1: prodotti finiti e semilavorati classificati in alcune sottovoci dei capitoli 72 e 73 della Nomenclatura combinata, tra cui laminati, vergelle e diversi tipi di profilati.
Cosa fare ora negli uffici acquisti
Per chi importa, il tempo utile all'adeguamento è breve. Il consiglio è mappare subito i fornitori e le referenze rientranti nelle categorie interessate, verificando quali possono già emettere il certificato di fusione e colata con numero di colata. Dove il produttore non fosse in grado di fornirlo, conviene organizzare fin da ora la raccolta ordinata dei documenti alternativi per non bloccare le operazioni doganali. Vale la pena aggiornare le clausole contrattuali e le richieste di documentazione, così da inserire l'obbligo del dato melt and pour negli ordini futuri. La fase transitoria fino al settembre 2027 offre un margine, ma allineare procedure e classifiche doganali prima del 1° ottobre riduce il rischio di ritardi, contestazioni e maggiori dazi.
Con La Merce, importare acciaio dopo il 1° ottobre significa avere già in mano il certificato del produttore con Paese di fusione e colata e numero di colata, raccolto dal fornitore prima che la merce parta: è il documento che la dogana chiede, e recuperarlo a posteriori è la parte costosa.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
Leggi articoli correlati
Preferenza europea negli appalti pubblici: fuori le offerte sotto il 50%
Acciaio: dazio UE al 50% e nuove regole d'origine, cosa cambia per chi importa
Controlli doganali sull'importazione di elettronica: come evitare sanzioni e ottimizzare la conformità
Import-export di gioielli e metalli preziosi: cosa dice davvero la legge italiana
Iperammortamento, la comunicazione di conferma: 60 giorni per l'acconto
Prezzi alla produzione in Cina in rialzo: cosa cambia per chi compra
Batterie al litio nei container: migliaia viaggiano senza dichiarazione
Congestione nei porti cinesi: dieci giorni di attesa prima della Golden Week
Barometro WTO: il commercio mondiale cresce, ma i container scendono sotto la media
Import moda dalla Cina in calo dell'8,1%: cosa dice il dato sui fornitori
Sostanze SVHC e obblighi degli importatori: la lista sale a 253 voci
Iperammortamento e macchinari esteri: cade il vincolo Made in EU
Export cinese verso l'Europa: solo +6,6% mentre il resto del mondo corre
Ritardi corridoi Ten-T Italia: l'allarme Confetra su Brennero e Terzo Valico
Pescaggio Canale di Panama, rinviata la stretta sulle chiuse Neopanamax
Noli container Shanghai-Genova in calo del 10%: cosa cambia per chi importa dalla Cina
Demurrage e detention contestati: Samsung chiede 186 milioni a CMA CGM alla Fmc
Ritorno a Suez: transiti +36% ad agosto, ma la rotta resta a metà strada
Cargo aereo Cina-Europa: il calo si ferma, cosa cambia per gli importatori
Addio esenzione sotto i 150 euro: il dazio UE sui pacchi cambia le regole dell'import e-commerce
Oltre l'auto elettrica: la nuova ondata dell'export cinese tra robot, AI e farmaci
Spedizioni aeree: quando la merce prende il volo, ogni dettaglio conta
La Moka Bialetti cambia proprietà: uno degli oggetti italiani più iconici diventa cinese
MSC sta per comprarsi i porti di mezzo mondo per 23 miliardi di dollari
Quanto esporta davvero la Cina? Dati e opportunità del colosso commerciale
OEM vs ODM: due sigle fondamentali per creare un prodotto a proprio marchio
Le 5 domande che facciamo sempre ai nostri fornitori
Incoterms: le basi del commercio internazionale