Pelle esclusa dall'EUDR: cosa cambia per chi importa dal 7 ottobre
GIOVEDÌ, 24 SETTEMBRE 2026
Il regolamento delegato 2026/2102 toglie pelli e cuoio bovino dall'Allegato I. Ma la carne resta dentro, e nel 2030 la Commissione riaprirà il dossier.
La pelle esclusa dall'EUDR è ora un fatto giuridico: dal 7 ottobre 2026 pelli grezze, pelli conciate e cuoio bovino escono dall'elenco dei prodotti soggetti al regolamento europeo sulla deforestazione. Chi importa questi materiali non dovrà quindi presentare la dichiarazione di dovuta diligenza che sarebbe diventata obbligatoria a fine dicembre.
Che cosa prevede il regolamento delegato 2026/2102
La modifica arriva con il regolamento delegato (UE) 2026/2102, adottato dalla Commissione il 13 luglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione il 17 settembre. L'atto riscrive l'Allegato I del regolamento (UE) 2023/1115, l'EUDR, cioè la tabella che dice quali codici doganali ricadono negli obblighi. Parlamento e Consiglio avevano due mesi per opporsi: il periodo di esame si è chiuso a metà settembre senza obiezioni.
- 13 luglio 2026: adozione del regolamento delegato da parte della Commissione europea.
- 17 settembre 2026: pubblicazione nella Gazzetta ufficiale; entrata in vigore il ventesimo giorno successivo, il 7 ottobre 2026.
- Codici SA 4101, 4104 e 4107: pelli grezze, pelli conciate o in crosta e cuoio rifinito di bovini escono dall'Allegato I.
- 1,5%: la quota del valore di un bovino al macello rappresentata dalla pelle grezza, secondo le linee guida UNIDO del 2026 citate dal settore conciario.
- 30 dicembre 2026 per le imprese grandi e medie, 30 giugno 2027 per micro e piccole: le date di applicazione dell'EUDR, rimaste invariate.
Pelle esclusa dall'EUDR: le ragioni della Commissione
La motivazione ufficiale poggia su due argomenti. Il primo è economico: la pelle è un sottoprodotto dell'allevamento da carne e da latte, e il suo peso sul valore dell'animale è marginale, per cui non è la pelle a decidere se un pascolo viene aperto nella foresta. Il secondo è pratico: le concerie comprano pelli da macelli e raccoglitori, spesso lungo catene internazionali frammentate, e non sono nella posizione di risalire all'appezzamento di origine dell'animale, che è esattamente il dato geolocalizzato richiesto dal regolamento.
Pesava anche un problema di coerenza. I prodotti finiti in pelle, come borse e calzature, non figuravano nell'Allegato: tenere dentro il materiale e fuori l'articolo avrebbe penalizzato le concerie europee rispetto a chi lavora la pelle fuori dall'Unione e vende in Europa il prodotto già confezionato.
Gli altri prodotti che entrano ed escono
Il regolamento delegato non riguarda solo la pelle. Escono dal perimetro anche i nastri trasportatori e di trasmissione e altri articoli in gomma vulcanizzata, la maggior parte degli pneumatici ricostruiti, la soia destinata alla semina e i sedili per auto e aerei. Entrano invece il caffè solubile, le lingue bovine congelate e alcuni derivati oleochimici dell'olio di palma, ma per questi l'obbligo scatta solo dal 30 dicembre 2027.
Il bestiame bovino resta una delle sette materie prime regolate, insieme a cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno. La carne bovina continua quindi a essere soggetta alla dovuta diligenza, e lo stesso vale per i prodotti derivati dal legno che restano nell'Allegato.
Cosa comporta per chi importa
Per chi compra pelle conciata o cuoio fuori dall'Unione, il cambiamento è netto: sui codici 4101, 4104 e 4107 non servirà la dichiarazione di dovuta diligenza, né la raccolta delle coordinate geografiche degli allevamenti. È un adempimento che non era ancora partito, dato che l'EUDR si applica dal 30 dicembre 2026, ma molte aziende stavano già chiedendo ai fornitori dati che ora non sono più dovuti per legge.
Questo non azzera il tema. L'esclusione riguarda il regolamento sulla deforestazione, non le altre regole: restano i controlli sulle sostanze chimiche nella pelle finita e le richieste di tracciabilità che molti marchi inseriscono nei propri capitolati. Il settore ha sviluppato la norma tecnica EN 18199 sui livelli minimi di tracciabilità, e vale la pena chiedere ai fornitori se la applicano.
La verifica utile, per chi importa articoli composti, è sui materiali che restano in perimetro. Un prodotto che unisce pelle e legno, o che viaggia in imballaggi di carta e cartone, va controllato componente per componente sui codici doganali effettivamente dichiarati, non per il materiale principale.
Il nodo della revisione nel 2030
L'esclusione non è definitiva. Il regolamento delegato prevede che la Commissione rivaluti la posizione della pelle in occasione della revisione dell'EUDR prevista per il 2030, sulla base di dati ambientali, economici e commerciali. Le organizzazioni ambientaliste contestano la scelta e ricordano che l'espansione dei pascoli resta la principale causa diretta di deforestazione in Amazzonia.
Il dato non dimostra che la pelle tornerà nel regolamento, ma segnala che la finestra è di pochi anni. Per chi costruisce oggi una filiera di fornitura di pelle, vale la pena non smontare del tutto la documentazione di origine già raccolta: potrebbe servire di nuovo.
Con La Merce, chi importa articoli in pelle dal 7 ottobre separa i codici 4101, 4104 e 4107 usciti dall'EUDR dai componenti in legno o carta che restano soggetti, e raccoglie dal fornitore solo i dati davvero dovuti.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
- EUR-Lex — Commission Delegated Regulation (EU) 2026/2102 of 13 July 2026
- Commissione europea — DG Ambiente — Commission updates product scope and tools to support EUDR
- Obsidian Regulatory Intelligence — EU: EUDR Annex I Recast, New Products Apply Dec 2027
- Euroleather (COTANCE) — Leather Out of the EUDR: European Commission Adopts Delegated Act
- Mongabay — Now exempt from EU deforestation rules, leather industry moves to repair reputation
- Lineapelle — Introducing the official CEN standard for traceability in the leather supply chain
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