Iperammortamento e macchinari esteri: cade il vincolo Made in EU
VENERDÌ, 11 SETTEMBRE 2026
Il decreto legge 38/2026 ha eliminato il vincolo di origine europea sui beni agevolabili: in due mesi le imprese hanno prenotato 4,75 miliardi, il 98% in macchinari.
Iperammortamento e macchinari esteri non sono più incompatibili: il vincolo che riservava l'agevolazione ai beni prodotti nell'Unione Europea è caduto, e nei primi due mesi le imprese hanno già prenotato 4,75 miliardi di euro di investimenti. Per chi compra impianti fuori dall'Europa la differenza è sostanziale, perché cambia la convenienza fiscale di una fornitura extra-UE.
Iperammortamento e macchinari esteri: cosa è cambiato
La legge di bilancio 2026 aveva introdotto un requisito di origine geografica: per accedere all'agevolazione i beni strumentali dovevano essere prodotti nell'Unione Europea o in un Paese dello Spazio economico europeo. Il vincolo aveva rallentato la misura, perché molte tecnologie strategiche, dalle macchine utensili ai componenti, sono prodotte fuori dall'Europa.
Il decreto legge 38 del 27 marzo 2026 ha eliminato quel requisito. Gli investimenti agevolabili possono ora riguardare beni materiali e immateriali nuovi prodotti nell'Unione, nello Spazio economico europeo oppure in Paesi terzi. La norma si applica a tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026, quindi copre anche chi aveva già avviato gli acquisti nei primi mesi dell'anno.
I numeri dei primi due mesi
Lo sportello telematico gestito dal Gestore dei servizi energetici per le comunicazioni preventive del Nuovo Piano Transizione 5.0 ha aperto il 12 giugno 2026. Al 13 agosto la misura aveva raccolto quasi 15 mila domande, tra comunicazioni preventive e confermate.
- Investimenti prenotati in due mesi: 4,75 miliardi di euro
- Domande presentate al 13 agosto 2026: quasi 15 mila
- Progetti già confermati con acconto: 2,27 miliardi di euro
- Quota di beni materiali sul totale prenotato: 98%
- Apertura dello sportello telematico del Gse: 12 giugno 2026
La conferma non è un passaggio formale. Per confermare la comunicazione preventiva l'impresa deve aver versato al fornitore un acconto pari ad almeno il 20% dell'investimento: dei 4,75 miliardi comunicati, 2,27 hanno superato questo scalino, mentre la parte restante è ancora prenotata e può ancora ridursi.
Il 98% è ferro, non software
La composizione della domanda dice più di qualsiasi commento. Il 98% degli investimenti prenotati riguarda beni materiali per la digitalizzazione dei processi produttivi: macchine, impianti, componenti. Software e impianti per l'autoproduzione da fonti rinnovabili restano una quota marginale.
Per il software il motivo sta nel perimetro scelto: sono ammissibili solo le licenze che rientrano fra le immobilizzazioni in conto capitale, mentre restano esclusi i canoni dei servizi erogati in abbonamento. Per il fotovoltaico i vincoli sui moduli ammessi restringono ulteriormente il campo. Il risultato è che la misura, nei fatti, finanzia acquisto di macchinari.
Cosa comporta per chi compra all'estero
La combinazione fra caduta del vincolo di origine e concentrazione sui beni materiali sposta il problema dal piano fiscale a quello dell'approvvigionamento. Un impianto costruito in Asia o negli Stati Uniti oggi rientra nell'agevolazione come uno costruito in Germania: la scelta del fornitore torna a essere una decisione industriale e di prezzo, non una decisione dettata dal codice di origine.
Cambia però la natura dell'acconto. Il 20% richiesto per confermare la comunicazione non è una caparra commerciale qualsiasi: è il gesto che consolida la prenotazione dell'incentivo. Versarlo a un fornitore che poi slitta sulla consegna, o che non è in grado di documentare correttamente la fornitura, significa aver impegnato capitale e posizione fiscale su una controparte non verificata.
Ne discende un ordine di priorità pratico. Prima si verifica il fornitore, poi si versa l'acconto, non il contrario. Vale la pena chiedere per iscritto la data di consegna e le specifiche tecniche che qualificano il bene come agevolabile, controllare che la documentazione di fornitura sia coerente con quanto comunicato allo sportello, e valutare i tempi di trasporto: un macchinario che parte dall'Asia ha un lead time che va sommato a quello di produzione, e la finestra di completamento non è infinita.
Con La Merce, sfruttare l'iperammortamento su macchinari esteri significa verificare il fornitore prima di versare quel 20% di acconto: la ricerca in fabbrica, il controllo delle specifiche tecniche e la coerenza dei documenti di fornitura sono ciò che separa un investimento agevolato da un acconto impegnato su una controparte che non regge.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
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