Addio esenzione sotto i 150 euro: il dazio UE sui pacchi cambia le regole dell'import e-commerce
MARTEDÌ, 8 SETTEMBRE 2026
Dal 1° luglio 2026 l'UE ha cancellato l'esenzione doganale per i pacchi sotto i 150 euro: ora si paga un dazio per ogni tipologia di prodotto. Una svolta per chi importa merce di basso valore, soprattutto dalla Cina, e per l'e-commerce cross-border.
Per anni comprare o importare merce di basso valore da fuori Unione Europea ha significato, molto spesso, non pagare dazi. Quella stagione è finita. Con la cancellazione dell'esenzione per i pacchi sotto i 150 euro, l'import di piccoli colli — cuore dell'e-commerce cross-border — cambia regole, costi e organizzazione. Chi acquista o rivende prodotti importati deve rivedere i conti.
Cosa è cambiato dal 1° luglio 2026
Fino a poco tempo fa i pacchi con valore inferiore a 150 euro entravano nell'UE senza dazi doganali: la cosiddetta franchigia de minimis. Dal 1° luglio 2026 questa esenzione è stata cancellata e sostituita da un dazio applicato alle spedizioni di basso valore. Si tratta di una misura pensata come ponte, in attesa della riforma doganale europea più ampia, e nasce per riequilibrare la concorrenza con i venditori europei e mettere ordine in un flusso diventato enorme.
Il dazio si paga per ogni tipo di prodotto
Il punto che sorprende molti è il meccanismo di calcolo. Il dazio non si applica una volta a pacco, ma per ogni tipologia di prodotto dichiarata. Un collo che contiene, ad esempio, uno smartphone, un caricatore e un paio di auricolari non paga un solo importo, ma tre: uno per ciascuna categoria merceologica. Un pacco che prima entrava gratis può quindi arrivare a diversi euro di soli oneri. In Italia è inoltre previsto un contributo nazionale aggiuntivo di 2 euro a pacco, la cui entrata in vigore è stata posticipata all'autunno 2026.
Perché l'UE è intervenuta
Il motivo è la scala del fenomeno. Ogni anno miliardi di pacchi di basso valore entrano nell'Unione Europea, per la stragrande maggioranza dalla Cina, spinti dalle grandi piattaforme di e-commerce. Un volume così alto crea problemi di concorrenza per i venditori europei, che i dazi li pagano, e complica i controlli su sicurezza, conformità e IVA. Rimuovere la franchigia serve a livellare il campo di gioco e a rendere tracciabile ciò che prima sfuggiva.
La risposta delle piattaforme: magazzini dentro l'UE
Di fronte al dazio sui colli spediti direttamente dall'Asia, le grandi piattaforme stanno spostando stoccaggio e spedizione dentro l'Unione Europea. Portare la merce in blocco e distribuirla poi da magazzini europei permette di ridurre l'impatto degli oneri per singolo pacco. È un cambiamento che accorcia i tempi di consegna al cliente finale, ma sposta a monte la complessità doganale e logistica: la merce va comunque importata, sdoganata e stoccata correttamente.
Cosa deve fare chi importa
- Rivedere il costo pieno di sbarco dei prodotti, includendo dazio per tipologia, IVA ed eventuali contributi nazionali.
- Verificare la corretta classificazione doganale di ogni articolo, perché il dazio si calcola per categoria merceologica.
- Valutare l'importazione consolidata e lo stoccaggio in UE al posto delle micro-spedizioni dirette.
- Aggiornare prezzi di vendita e informazioni al cliente, per evitare sorprese alla consegna.
- Curare documentazione, origine e conformità della merce prima della spedizione.
Importare senza sorprese doganali con La Merce
Con La Merce, importare dopo la fine dell'esenzione sotto i 150 euro significa smettere di ragionare a pacchi singoli: il consolidamento delle spedizioni e una classificazione doganale corretta sono ciò che rende sostenibile un flusso che prima passava sotto soglia.
Fonti
Riscontri indipendenti sui dati citati, verificati in redazione.
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